Decreto Giustizia: divorzio breve, conciliazione, ferie, negoziazione assistita. Ecco tutte le novità sul processo civile

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E’ arrivato il via libera definitivo al decreto sulla riforma del processo civile. Molte le novità, ecco le principali.

Con 317 voti a favore e 182 contrari, la Camera ha approvato il decreto legge sulla riforma della giustizia. Quello di questa mattina è il via libera definitivo; da oggi, tra le altre cose, sarà possibile divorziare senza bisogno di recarsi in tribunale, ma soltanto di fronte all’avvocato. Il provvedimento prevede, tra le altre cose, la riduzione del periodo di ferie dei magistrati da 45 a 30 giorni e la possibilità di ricorrere all’arbitrato nelle cause civili pendenti. Ma vediamo meglio tutte le novità del processo civile.

Negoziazione assistita
La riforma della giustizia introduce la possibilità di ricorrere alla negoziazione assistita davanti all'avvocato per le seguenti questioni: separazione personale, di cessazione degli effetti civili o di scioglimento del matrimonio, di modifica delle condizioni di separazione o di divorzio. Nel corso dell’iter di approvazione sono caduti alcuni limiti inizialmente fissati dal decreto giustizia. Nella versione definitiva è possibile ricorrere a negoziazione assistita sia in assenza sia in presenza di figli minori, di figli maggiorenni portatori di handicap grave e di figli maggiorenni non autosufficienti: nel primo caso l’accordo concluso è vagliato esclusivamente dal procuratore della Repubblica; nel secondo caso, al vaglio del pm si aggiunge il possibile passaggio dinanzi al presidente del tribunale.

Divorzio in Comune
Nella versione definitiva della riforma della giustizia, è presente anche la possibilità di divorziare o separarsi dal coniuge in Comune senza bisogno di assistenza legale. Tale procedura, particolarmente abbreviata però, sarà disponibile soltanto quando «non vi sono figli minori o portatori di handicap grave o economicamente non autosufficienti e a condizione che l’accordo non contenga atti con cui si dispone il trasferimento di diritti patrimoniali». Inoltre il divorzio o la separazione in Comune prevede due passaggi a distanza di 30 giorni l’uno dall’altro.

Regole dell’arbitrato
Per le cause civili sia in primo grado che in appello è possibile, su accordo delle parti, aderire al procedimento arbitrale. Si può ricorrere alla sede arbitrale per cause che non abbiano in oggetto diritti indisponibili, né vertere in materia di lavoro, previdenza e assistenza sociale, salvo che nell’ipotesi in cui l’opzione arbitrale sia prevista dai contratti collettivi.

Conciliazione
La conciliazione avviene quando le parti decidono di cooperare al fine di dirimere una controversia in via amichevole tramite l’assistenza degli avvocati. Poteri di certificazione sono espressamente conferiti agli avvocati designati per la negoziazione: l’autografia della firma apposta in calce all’invito, la dichiarazione di mancato accordo.

Rito ordinario e sommario
La riforma del processo civile prevede che nel caso di cause poco complesse, queste siano trasferite d’ufficio dal rito ordinario di cognizione al rito sommario, garantendo così una piena intercomunicabilità tra i due modelli di trattazione.

Ferie magistrati
Il decreto ha introdotto nuovi termini di sospensione feriale dei procedimenti: il periodo feriale nei tribunali sarà dall’1 al 31 agosto. Rivista anche la disciplina della durata del periodo annuale di ferie di tutti i magistrati professionali e degli avvocati e procuratori dello stato: 30 giorni.