Ddl anticorruzione: dal falso in bilancio all’aumento delle pene per i reati contro la Pa. Ecco le novità.

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Al voto in Senato il tanto atteso decreto anticorruzione con tante novità a partire dal falso in bilancio per arrivare ai reati di associazione mafiosa. Vediamole insieme.

Al via libera in Senato, dopo mesi di attese, il tanto discusso e chiacchierato ddl anticorruzione. E’ atteso nel pomeriggio l’ok definitivo al testo, nonostante il M5S abbia dichiarato che voterà contro.
Ma quali sono le novità introdotte dal testo sulla corruzione? Vediamole nel dettaglio.

Ddl anticorruzione: pene più severe
Il testo prevede l’aumento delle pene massime per i reati di corruzione. Per la corruzione propria ovvero per gli atti contrari ai doveri di ufficio la pena massima sale da 8 anni a 10 anni, mentre la minima da 4 a 6. In caso di corruzione impropria (corruzione per l’esercizio della funzione), invece, è prevista la reclusione da uno a 6 anni, con l’aumento quindi della pena massima precedentemente fissata a 5 anni.
Sono previsti inoltre aumenti di pena per la corruzione in atti giudiziari per la quale è prevista la reclusione da 6 a 12 anni.

Ddl anticorruzione: reati di peculato e induzione
Oltre all’aumento delle pene per i reati di corruzione, il ddl prevede un aumento delle sanzioni anche per il reato di peculato, con una pena massima fissata a 10 anni e 6 mesi contro i 10 anni precedenti, e per il reato di induzione indebita con pene che vanno da 6 anni a 10 anni e 6 mesi (contro i precedenti 3–8 anni).

Ddl anticorruzione: sconti di pena per chi collabora
Il testo prevede sconti di pena da un terzo alla metà per chi ha collaborato affinchè il reato non fosse portato a conseguenze ulteriori, o per assicurare le prove, per l’individuazione degli altri responsabili e per il sequestro delle somme.

Ddl anticorruzione: associazione mafiosa
Il testo prevede la stretta anche per quanto concerne il reato di associazione mafiosa. Sono previste, infatti, pene da 10 a 15 anni di reclusione per gli appartenenti ad un clan e pene da 12 a 18 anni di reclusione per i boss. In caso di associazioni di tipo armato le sanzioni salgono ulteriormente con pene che vanno da 12 a 20 anni di reclusione per gli affiliati, e da 15 a 26 anni per i boss.

Ddl anticorruzione: patteggiamento
Il ddl in approvazione al Senato prevede la possibilità di ricorrere al patteggiamento e alla condizionale per i delitti contro la pubblica amministrazione solo in caso di restituzione integrale del maltolto.

Ddl anticorruzione: aumento dei poteri di vigilanza dell’Anac
Il testo prevede un aumento dei poteri di vigilanza dell’Anac. L’Autorità, infatti, dovrà essere informata attraverso il suo Presidente dal pm qualora quest’ultimo eserciti l’azione penale per reati contro la pubblica amministrazione. L’Anac, inoltre, potrà intervenire sui contratti di appalto segretati o che richiedono particolari misure di sicurezza e sarà informata su ogni notizia emersa in contrasto con le regole della trasparenza nelle controversie sull’affidamento di lavori pubblici e sul divieto di rinnovo tacito di cotratti di lavoro pubblici.

Ddl anticorruzione: falso in bilancio
Per quanto riguarda il falso in bilancio il testo prevede soglie di pene diverse a seconda che le società siano quotate o non quotate. In caso di società quotate le pene vanno da 3 a 8 anni, per le società non quotate da 1 a 5 anni. Per le non quotate, inoltre, è prevista la possibilità di applicare la causa di non punibilità per «tenuità del fatto» e la possibilità di ottenere un abbassamento della pena quando i fatti sono di modesta entità. Le sanzioni ridotte sono previste anche quando coinvolte sono le società non quotate di piccole dimensioni, facendo in questo caso riferimento ai limiti dimensionali previsti dalla legge fallimentare.
Per quanto riguarda, invece, le sanzioni pecuniarie a carico delle società che hanno tratto vantaggio o avuto interesse alla commissione del falso in bilancio, la misura arriva a 600 quote per le quotate e a 400 quote per le non quotate. Per il calcolo della relativa sanzione, bisogna considerare che in base al meccanismo previsto dal decreto 231/01 ogni quota può andare da un minimo di 258 euro a un massimo di 1.549 euro.