Cosa fare se il datore di lavoro non firma le ferie?

Il lavoratore dipendente può proporre un periodo di ferie congruo alle sue esigenze ma la decisione finale sulle stesso spetta al datore di lavoro che può accettare o meno il periodo richiesto ma in ogni caso deve farlo con il dovuto preavviso.

Cosa fare se il datore di lavoro non firma le ferie?

Cosa accade se il capo non accorda le ferie al dipendente? Queste infatti devono essere proposte dal lavoratore al datore di lavoro a cui spetta il diritto di concordagliele o meno.

Le ferie maturano nel corso del rapporto anche se questo dura meno di un anno o è in prova; vengono godute in un arco temporale stabilito dal datore di lavoro sulla base delle proprie esigenze organizzative ma il lavoratore deve essere preventivamente informato.

Il datore di lavoro deve trovare un punto di incontro tra esigenze del lavoratore e esigenze dell’azienda; in ogni caso ha l’obbligo di concedere il periodo di ferie spettante per legge e di dare congruo preavviso al lavoratore.

L’art. 10 del decreto legislativo n. 66 /2003 ha definito una disciplina legale del diritto alle ferie, già regolamentato dal’art. 2109 del codice civile che stabilisce l’obbligo del’imprenditore di previa comunicazione al prestatore del periodo stabilito per il godimento delle ferie.

Richiesta

Il lavoratore può proporre al datore di lavoro un periodo di sua preferenza per godere delle ferie che gli spettano ma nell’avanzare questa richiesta dovrà tenere conto di alcuni fattori importanti.

Innanzitutto dovrà proporre il periodo con largo anticipo: nel caso in cui il preavviso manchi il datore di lavoro può rifiutarsi di concedere le ferie senza dover per forza motivare la sua decisione.

Inoltre per la concessione delle ferie è necessario tenere conto delle esigenze dell’azienda ma nel caso in cui il datore di lavoro voglia rifiutare il periodo richiesto per il suddetto motivo dovrà apportare le cause del suo rifiuto presentandogli un periodo alternativo in cui potrà usufruirne.

In caso di assenza di risposta al piano ferie da parte del datore di lavoro, le stesse non possono essere considerate autorizzate. In materia di autorizzazione alle ferie la legge non prevede il “silenzio assenso”.

Concessione

La determinazione effettiva del periodo di ferie spetta in ogni caso al datore di lavoro che effettua una valutazione tenendo conto delle varie esigenze: il potere discrezionale del datore di lavoro di fissare il periodo di concessione delle ferie ha dei limiti. L’articolo 2109 del codice civile prevede al 3° comma che l’imprenditore deve preventivamente comunicare al lavoratore il periodo stabilito per il godimento delle ferie.

Quindi il datore di lavoro deve adempiere a tali obblighi:

  • tenere conto degli interessi del lavoratore;
  • comunicare al lavoratore il periodo stabilito per il godimento delle ferie con sufficiente preavviso in modo da consentire al lavoratore di organizzare al meglio il riposo concesso;
  • rispettare il principio per cui le ferie devono essere godute entro l’anno e non successivamente.

Se il datore di lavoro tarda ad accordare o comunque a rispondere alla richiesta di ferie, il lavoratore può procedere con una comunicazione alla Direzione Provinciale del Lavoro.

Variazione ferie

Quindi la determinazione unilaterale del periodo di ferie da parte del datore di lavoro è illegittima se egli non abbia tenuto in considerazione gli interessi del dipendente e non dimostri che vi siano esigenze organizzative aziendali.

Ma se è vero che l’azienda ha il dovere di dare congruo anticipo della decisione in merito al periodo di ferie richiesto dal lavoratore, è vero anche che per ragioni di carattere oggettivo si possono far prevalere le esigenze aziendali e variare il periodo di godimento delle ferie del lavoratore anche dopo che sia stato in precedenza stabilito e accordato: le esigenze di lavoro prevalgono.

In questo caso però il datore di lavoro dovrà rimborsare il lavoratore che aveva ricevuto il consenso sulle ferie e che aveva per questo già prenotato un viaggio: sono soggette a rimborso sia le spese di trasporto sia quelle di alloggio.

Sanzioni

Nel caso in cui il datore di lavoro non si attenga agli obblighi in materia e violi i suddetti principi, la sanzione amministrativa prevista va da 130 a 780 euro per ogni lavoratore e per ciascun periodo cui si riferisca la violazione. La legge in particolare prevede una serie di sanzioni che elenchiamo di seguito:

  • da 100 a 600 euro di sanzione amministrativa pecuniaria;
  • da 400 a 1.500 euro se la violazione si riferisce a più di 5 lavoratori ovvero si è verificata in almeno due anni;
  • da 800 a 4.500 euro se la violazione si riferisce a più di 10 lavoratori ovvero si è verificata in almeno quattro anni.

Non è ammesso il pagamento della sanzione in misura ridotta.

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Argomenti:

Ferie Datore di lavoro

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