Come riconoscere un breakout

E’ una delle strategie preferite dai trader online, la più facile da attuare, quella che può generare i maggiori profitti nel minor tempo possibile. Allo stesso tempo è la strategia più soggetta ai fallimenti. Insomma, croce e delizia per i trader. Ecco a voi il breakout di prezzo. In questo articolo cercheremo di capire se esiste un modo per limitare il tracking error e aumentare le probabilità di successo in operazioni speculative di breve periodo implementate con la tecnica del breakout.

Innanzitutto definiamo breakout quel movimento dei prezzi in grado di sfondare un livello di resistenza dando inizio a un nuovo trend rialzista. Parliamo, invece, di breakdown quando i prezzi riescono a perforare un livello di supporto dando inizio a una nuova fase discendente. Il breakout dei prezzi va inquadrato come una tecnica di momentum trading, cioè quando viene presa posizione sul mercato “sulla forza” ed è l’opposto degli ingressi basati sulle metodologie di swing trading, cioè l’apertura di posizioni “sulla debolezza”.

Per capire quando un breakout può realmente essere esplosivo non occorre necessariamente inserire dei filtri operativi, come ad esempio gli indicatori e gli oscillatori. Restando nell’ambito di un contesto completamente basato sulla price action, possiamo affermare che i breakout di prezzo più esplosivi sono una conseguenza di contrazioni della volatilità sotto i livelli giudicati rilevanti dal trader (di solito un massimo o un minimo relativo). Tuttavia, ancor prima di valutare il fattore volatilità, sul mercato dei cambi (come su qualsiasi altra asset class finanziaria) andrebbe studiato il trend in corso. Per sfruttare al meglio un breakout è necessario che la tendenza del tasso di cambio oggetto di analisi abbia una di queste caratteristiche:
- trend molto robusto al rialzo o al ribasso;
- fase laterale;
- trend emergente rialzista o ribasissta.

Nel primo caso si cerca di intervenire lungo una tendenza molto forte già in atto. In caso di lateralità del trend, si cerca di sfruttare il potere insito nelle congestioni di prezzo che, nella maggior parte dei casi, già possiedono il requisito della contrazione della volatilità. Quando si è in presenza di un inizio di trend emergente (derivanti da candele di inversioni, aree di supporto/resistenza o 123 Low/High, …), il trader – sebbene di solito più cauto nell’esporsi in attesa di migliori risposte dal nuovo trend – può sfruttare il maggior upside (in caso di trend rialzista emergente) o downside (in caso di trend ribasissta emergente) dei prezzi attraverso l’ingresso sugli “uncini” (i cosiddetti Ross Hooks).

In ogni caso la regola generale per avere buone probabilità di successo con la tecnica dei breakout è studiare quei livelli di prezzo che vengono toccati più volte e che aumentano l’importanza di una resistenza o di un supporto (i cosiddetti ND Point di Nicola D’Antuono). Sul Forex il miglior time frame per ricercare questi livelli utili per entrare in breakout è quello orario (o al massimo a 240 minuti). A seguito di un breakout, per seguire meglio l’andamento delle quotazioni e se si ha un orizzonte temporale molto breve, è sempre consigliabile passare su un time frame più veloce come il 5 minuti.

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