Cipe ammette: i soldi non ci sono. Altri 7 anni di vincolo per l’AV Brescia/Verona

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Cipe ammette: i soldi non ci sono. Altri 7 anni di vincolo per l'AV Brescia/Verona

Delibera del Cipe n. 22 del 1 maggio 2016 “caricata” alcuni giorni fa sul sito del Cipe. Proroga per il vincolo all’esproprio per terreni e residenze interessate al progetto av Brescia/Verona e ammette l’indisponibilità dei finanziamenti.

Un piano del Governo per “accelerare la crescita”. Da una crescita zero del secondo trimestre 2016 per arrivare alla fine dell’anno ad un improbabile 0,8%, la metà della crescita programmata e inferiore di un terzo di quella “corretta” un mese fa. Crescita rilanciata attraverso gli investimenti pubblici, che sono diminuiti del 45,7% rispetto al 2008 (fonte ANCE).

Il riferimento è d’obbligo ad opere come il tunnel del Brennero, la Genova/Milano, la Napoli/Bari, la terza corsia dell’A4 tra Mestre e Trieste. Infine, utilizzando le risorse del Fondo Sviluppo e Coesione, per l’annunciato Piano per il Sud sta per arrivare alla clamorosa affermazione dell’accelerazione della Treviglio/Brescia.

Sembra la strategia utilizzata dai regimi quella di replicare in contesti diversi le medesime cose. Clamoroso la Treviglio/Brescia AV, dove si sta lavorando tranquillamente e dove non ci sono problemi di risorse perché completamente finanziata.

Basta leggere il Contratto di Programma Rfi Mit e la delibera del Cipe 112/2015, per evitare di spargere fumo. Stessa musica per il tunnel del Brennero e la Napoli/Bari, il cui secondo bando di gara è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea lo scorso mese di luglio. Infine i “28 mld assegnati dal Cipe del Fondo Sviluppo e Coesione 2016/2023”. Un dato appare evidente: il recupero di strumenti operativi di 20 anni fa come la “programmazione negoziata”.

I patti per il Sud sono questi e la “cura del ferro” è una locuzione altrettanto vecchia che ha solo prodotto la concentrazione delle risorse sull’alta velocità con “assassinio del trasporto merci e di quello regionale”.

L’unica cosa buona prodotta, ma a vantaggio del gruppo dirigente FS, è il caricare sul bilancio dello Stato tutta l’abnorme spesa per l’alta velocità, ovvero l’ammortamento dei mutui, gli interessi e le perdite dei contratti derivati pari a 3,9 miliardi. Una buona politica dei trasporti al di fuori degli slogan dovrebbe informare e quindi calcolare a quanto ammontano oggi gli investimenti pubblici netti, cioè quelli che accrescono lo stock di capitale pubblico.

Uno studio della Bundesbank suggerisce che in Germania siano oggi vicino a zero.

La produttività del capitale privato è proporzionale allo stock di capitale pubblico. Sarebbe interessante calcolare a quanto ammonta il capitale pubblico italiano. Inoltre questo distruggere le risorse sulle reti transnazionali attraverso la traduzione italica è assurdo in un momento di gravissima crisi, considerato che questi investimenti hanno un impatto macroeconomico modesto. Mezzo punto del Pil europeo sull’investimento sulle reti TEN (Giavazzi) e riguardano solo una parte di capitale pubblico, non le scuole ad esempio.

La verità sulle disponibilità reali di risorse pubbliche, che smentiscono le dichiarazioni del Governo e del Ministro delle Infrastrutture, le ritroviamo nella delibera del Cipe n. 22 del 1 maggio 2016 “caricata” alcuni giorni fa sul sito del Cipe e non ancora pubblicata sulla G.U.
La delibera riguarda la reiterazione del vincolo all’esproprio per terreni e residenze interessate al progetto av Brescia/Verona. Una sconcezza, un riscontro della scarsa o nulla tutela della proprietà privata, considerato che il progetto è stato approvato nel 2003 e il vincolo all’esproprio è scaduto nel 2008. Reiterato una seconda volta nel 2009, che già dovrebbe essere un evento eccezionale (a seguito delle modifiche normative apportate dal Governo Monti era stato elevato il vincolo da 5 a 7 anni) è scaduta a giugno scorso.
La delibera “comparsa” sul sito del Cipe proroga di ulteriori 7 anni il vincolo dei territori interessati all’opera.

La delibera segna altre enormità della procedura. La Regione Lombardia ha “formulato numerose prescrizioni e raccomandazioni che richiedono un’integrazione del progetto” e questo non può avvenire facendo a meno della partecipazione al procedimento di cittadini, associazioni e istituzioni. La delibera rende però giustizia a una tesi, che dal 2014 ripetiamo e che smentisce la propaganda degli ultimi due ministri delle infrastrutture ed evidenzia gli azzardi praticati da mutevoli compagini governative a tutto detrimento degli interessi dei cittadini e dei loro patrimoni. Si legge a pag. 6 della delibera:

“Non è stato possibile sottoporre il progetto definivo all’attenzione di questo Comitato (il Cipe, ndr.) in ragione dell’indisponibilità dei relativi finanziamenti, ma permane a tutt’oggi un rilevate interesse pubblico per la realizzazione della linea AV/AC Milano/Verona, tratta Brescia-Verona”.

È quello che abbiamo sempre scritto. Gli annunci secondo cui i “soldi ci sono” erano e sono slogan, propaganda di soggetti istituzionali, per finalità di partito o di gruppo. L’intensità dei problemi di finanza pubblica prodotti da questo Governo in continuità dei due precedenti è “misurabile” in 160 mld di nuovo debito pubblico, che sommato alla nuova flessibilità richiesta alla UE con deficit 2017 al 2,6%, eleverà a 200 mld il nuovo debito generato da questo Governo, a cui corrisponde un PIL tra 2014 e 2016 di miserrimi 27 mld di euro e che lascia poco spazio alla propaganda sulla finanziabilità dei progetti.

A questa dimostrazione di superficialità istituzionale fanno da contraltare i numerosi danni di annuncio e d’incertezze verso cittadini, aziende agricole e imprese industriali. Ai cittadini non resta che lo strumento del contrasto in sede amministrativa, per una reiterazione del vincolo che appare come lesivo di diritti oggetto di tutela costituzionale.

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