Il punto di vista della GenZ sulla politica

Il punto di vista della GenZ sulla politica

di Marta De Vivo e Paolo Di Falco

“Il silenzio dell’Europa davanti alla violenza spagnola", intervista all’eurodeputato catalano Comìn

Paolo Di Falco

1 marzo 2022

Abbiamo ripercorso i tragici giorni che seguirono al referendum per l’indipendenza della Catalogna dell’ottobre del 2017 ricordando David Sassoli che si battè per riconoscere a lui e a Puigdemont la carica di europarlamentare.

Durante questi giorni l’attenzione globale è concentrata sull’Ucraina, uno Stato che si trova a meno di 2000 km da noi e che il Presidente russo Vladimir Putin ha deciso di invadere. La reazione dell’Unione Europea, almeno nella parte iniziale, non è stata coesa in quanto, così com’era già accaduto dopo la decisione del ritiro delle truppe occidentali dall’Afghanistan, si avverte l’assenza di una politica estera comune che dia luogo a un’unica reazione concordata in prima battuta e non a passi iniziali sconnessi gli uni dagli altri che rimarcano, sostanzialmente, le decisioni prese dagli Stati Uniti d’America.

Un’altra situazione che in passato è già esplosa ma, attualmente, costituisce ancora un problema per l’Unione Europea è quella della Catalogna, la Regione spagnola che cerca la sua indipendenza dalla Spagna e che ha provato a ottenerla con il referendum del 1° ottobre del 2017 dichiarato poi illegale. A quel referendum seguì una violenta repressione da parte del governo di Madrid nel silenzio dell’Europa: tanti gli arresti, le confische e le condanne nonostante gli oltre due milioni di catalani a favore dell’indipendenza. Di questo abbiamo parlato con l’eurodeputato catalano Antoni Comìn I Oliveresche, oltre ad aver ricoperto la carica di ministro della Salute nel governo dell’ex Presidente della Generalitat della Catalogna Carles Puigdemont, si trova in esilio a Bruxelles da quasi cinque anni e che, come sottolinea lui stesso, deve alla tenacia dell’ex presidente del parlamento europeo David Sassoli la sua carica di europarlamentare.

Per poter capire il contesto della Catalogna è fondamentale soffermarsi sulla situazione della Spagna che, come ci ha detto più volte, è abbastanza peculiare: se Paesi come il nostro o la Germania hanno sconfitto il fascismo e il nazismo, in Spagna dopo 40 anni di dittatura si è dovuti scendere a patto con i franchisti e quest’ultimi hanno avuto anche dopo morte del generale Franco un’importante influenza nel Paese dato che sono rimasti all’interno delle Istituzioni. Quella che c’è stata, secondo il parlamentare europeo, è “una falsa transizione alla democrazia”. In questo contesto si inserisce la Catalogna che perse la sua autonomia con l’entrata in vigore della dittatura del generale Francisco Franco.

Come ci dice l’eurodeputato: «La Catalogna soddisfa tutte le condizioni per poter entrare a far parte dell’Unione Europea da stato sovrano ed è l’unica regione del continente europeo a soddisfarle ma che non è stata ancora riconosciuta dalla Spagna». Prima del referendum sull’indipendenza c’è stato un tentativo di riforma dello statuto della Catalogna a cui ha preso parte lo stesso Comìn che però “è stato ucciso dalla corte costituzionale spagnola”.

Con l’eurodeputato catalano ci siamo poi soffermati anche sulla tragicità di quei giorni che seguirono al referendum e sulla figura del Presidente del Parlamento Europeo David Sassoli che, nonostante le forti pressioni, accettò da subito di dare la carica di eurodeputati allo stesso Comìn e a Carles Puigdemont, entrambi rivendicati dalla giustizia spagnola per il processo dell’indipendenza catalana.

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Marta De Vivo

Classe 2001, blogger e appassionata di politica

Paolo Di Falco

18 anni, di Siracusa. Ho creato La Politica Del Popolo, un sito di news gestito da giovani.

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