Carburanti, in arrivo ribassi dei prezzi. Eni guida la discesa

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I prezzi dei carburanti sono in calo. Eni apripista della discesa, seguita da IP, Q8-Shell, TotalErg e Tamoil. La notizia è confermata dal MISE. Ecco i cali registrati.

In arrivo forti ribassi per i prezzi dei carburanti in Italia.

Dopo aver fatto da apripista Eni, che giovedì ha tagliato il prezzo della benzina verde di 15 millesimi al litro e quello del gasolio di 10, la discesa adesso riguarda tutti gli altri.

IP, Q8-Shell, TotalErg e Tamoil limano i loro listini, definendo una media nazionale di prezzi consigliati che oscilla da 1,699 a 1,796 euro/litro per la benzina, da 1,510 a 1,606 euro/litro per il Diesel e da 0,588 a 0,619 euro/litro per GPL. A confermarlo è l’Osservaprezzi del MISE dopo la diffusione del comunicato di ieri sera.

Nel frattempo si resta in attesa di capire come, e soprattutto in che tempi, saranno recepiti gli ultimi interventi delle compagnie sulla rete di distribuzione territoriale.

Ad influire sulla situazione anche il rafforzamento del dollaro USA, che ha una correlazione negativa con il petrolio: il cambio EUR/USD è in discesa e ciò ha favorito, seppur lievemente, la ripresa delle quotazioni petrolifere. Infatti, in linea generale, quando il dollaro aumenta di valore, il prezzo del petrolio tende a scendere.

Calo prezzi dei carburanti

Dopo Eni, i listini IP, Q8-Shell, TotalErg e Tamoil hanno guidato al ribasso.

Ecco i cali registrati:

  • IP segna un calo di -0,8 cent/litro su benzina e diesel;
  • Q8-Shell scende di -1,5 cent/litro sulla verde e -1 cent/litro sul gasolio;
  • TotalErg è già alla seconda limatura in due giorni: -0,5 cent/litro su benzina e -1 cent/litro su gasolio;
  • Tamoil cala di -1 cent/litro su benzina e gasolio.

Carburanti e EUR/USD: l’euro debole aiuta

Le quotazioni petrolifere sembrano risalire la china anche se di poco grazie alla debolezza della moneta unica in questi giorni. L’euro ha risentito delle decisioni assunte da Francoforte sul mantenimento dei tassi invariati allo 0,05% e delle dichiarazioni di Mario Draghi circa la risoluzione dell’ affair Grecia-UE.

Nel frattempo il dollaro americano si è ben rafforzato anche in vista delle previsioni al rialzo dei tassi di interesse, come ha annunciato la FED.

Ma come si riflette ciò sulle quotazioni petrolifere?

Le principali materie prime sono quotate in dollari e tra queste chiaramente lo è anche il petrolio. Cosa comporta questo?

La quotazione implica che il petrolio è legato da una relazione inversa rispetto all’andamento del dollaro. Che significa? Quando il prezzo del petrolio sale, il dollaro si svaluta e viceversa, con una pressione ribassista per l’oro nero, il dollaro si rivaluta.

In questo caso, vi è stata si una ripresa seppur debole del prezzo del petrolio con conseguente tendenza alla svalutazione per il dollaro. Ma è pur vero che a ponderare il valore del biglietto verde ha inciso il trend rialzista post dichiarazioni Yellen.