Investimenti in infrastrutture: tanti progetti sballati e mancano pure i soldi

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Annunci bufala di investimenti nelle infrastrutture strategiche che sono per il 95% in valore infrastrutture di trasporto e hanno macroscopiche insufficienze di risorse.

Nello scorso aprile, come consueto il Governo ha approvato il Documento di Economia e Finanze (DeF) incluso l’Allegato Infrastrutture.

Nell’Allegato sono elencate le infrastrutture strategiche e, quelle dell’ex legge obiettivo (447/2001) e sono quantificati costi e disponibilità.

Il ministro delle infrastrutture ha rilasciato alla «Stampa» il 21 u.s., un’intervista, che lascia allibiti circa la possibilità delle risorse messe in campo di generare sviluppo per il Paese.

Il Ministro cita come opere prioritarie la Napoli/Bari alta velocità (av) e la Brescia/Vr/Vi/Pd (av). Aggiunge poi il passante di Torino e la terza corsia dell’A4. Le risorse a disposizione? Un miliardo di Euro. Risorse queste, che derivano dalla cancellazione di altri investimenti ritenuti necessari non più di un anno fa.

E’ sufficiente verificare le risorse mancanti, per le opere citate e quelle con cantieri aperti , per arrivare alla conclusione che le affermazioni del ministro sono già da adesso smentite dalle disponibilità presenti nell’Allegato.

Mancano 2,147 mld per i lavori in corso sulla tratta av Brescia /Verona, 4,054 miliardi, per completare i lavori in corso del tunnel del Brennero, 4,756 miliardi per la Napoli/Bari, 4,7 mld per la continuazione dei lavori sul Terzo Valico dei Giovi (che fa parte del Corridoio UE Genova/Rotterdam), 3,35 mld per il tunnel del Frejus.

Questi dati sono verificabili leggendo la tabella III.1.1 dell’Allegato Infrastrutture. Non si comprendono quindi i riferimenti del Ministro considerato che le risorse sono enormemente insufficienti per opere già cantierate e alcune transnazionali come il Brennero e il Terzo Valico dei Giovi, con la sponsorizzazione della Verona /Padova, che non ha un progetto definitivo approvato e che, per quanto riguarda la parte centrale riguardante Vicenza, non ha nemmeno la definizione preliminare del progetto. Questo progetto da solo richiede almeno 4 miliardi di risorse.

Oltre alla verificata assenza di risorse bisogna osservare che il 90% in valore delle opere della cosiddetta ex legge obiettivo riguarda le infrastrutture di trasporto.

Gli investimenti in settori davvero strategici per il Paese come reti idriche, energia, telecomunicazioni e sistemazione del territorio non hanno analoghi livelli d’investimento.

Un esempio, per tutti il Veneto delle recenti alluvioni. Sono passati quasi 40 anni dalle indicazioni della Commissione De Marchi sulle cose da fare sui fiumi veneti. Pochi interventi sul Piave, nulla sul Brenta e zero sul Bacchiglione.
C’è un’incompiuta veneta, l’idrovia Padova /Venezia, che oltre a diventare canale navigabile assumerebbe il ruolo di canale scolmatore, per le piene del bacino idrografico Brenta-Bacchiglione. Intervento che sarebbe contenuto per spesa (pari a150 mln di euro) ma che non viene realizzato. Non interessa nessuno, meglio continuare con il Mo.S.E. e con le soluzioni estemporanee, di come fare passare l’alta velocità a Vicenza. Alla prossima alluvione di sicuro si potrà invocare lo stato di emergenza per calamità naturale.