Bike sharing: a Roma è un flop. Ecco i motivi e le promesse per il Giubileo

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Il bike sharing a Roma è stato un flop clamoroso. Qual è stato il motivo principale? Ecco l’ipotesi più accreditata del fallimento e le prospettive per il futuro, in vista del Giubileo straordinario.

Il bike sharing a Roma? Un flop. Già 2 anni fa il bike sharing a Roma si mostrava come un progetto fallito nonostante il Comune avesse stanziato circa 1,5 milioni di euro per realizzarlo, un tesoretto, purtroppo, completamente azzerato dall’incuria palesata dall’ente responsabile per la gestione. Il bike sharing non è mai decollato.

Bike sharing: perché è stato un flop?

Il problema maggiore, e mai risolto, è stato un sistema di sicurezza troppo labile: le biciclette sono state rubate con troppa facilità e mai più rimpiazzate.

Alcune associazioni sostengono che la scarsa sicurezza sia da addebitare ad un vuoto di potere e di controllo dovuto al passaggio da una gestione specialistica straniera ad una locale. meno attenta e, probabilmente, meno «interessata» a portare avanti il progetto, non essendo parte del proprio core business.

Inizialmente, infatti, le biciclette erano affidate ad una società della Spagna, la quale, in cambio, poteva occuparsi anche di pubblicità e cartellonistica sul territorio romano, trovando così gli stimoli giusti per far funzionare il sistema.

Dopo poco tempo, però, i gestori locali attivi nello stesso settore hanno sollevato accorate proteste e, alla fine, sono riusciti a far stralciare il pregresso contratto di gestione del bike sharing.

La reazione dei cittadini

Il flop del bike sharing a Roma non è stato accolto bene e ha scatenato una serie di reazioni:

  • all’inizio c’è stato lo sconforto per l’impossibilità di fruire di un valido servizio, la cui iscrizione prevedeva l’esborso una tantum di una cauzione di 100 euro;
  • poi è subentrata l’irritazione nel vedere come in tante aree del Centro storico si sia sprecato suolo pubblico destinandolo a ciclo parcheggio divenuto, alla realtà dei fatti, un insieme di stalli tristemente privi di bici;
  • infine, c’è stato l’adattamento, la trasformazione di un servizio pubblico in un servizio privato: gli stalli sono diventati supporti per parcheggiare la propria bici privata, se non lo scooter o la moto.

Roma: maglia nera del bike sharing in Europa

Il confronto fra Roma e le capitali europee è perdente. Persino Lione, una città di medie dimensioni della Francia, con le sue 340 stazioni e 4000 bici fa impallidire la Città Eterna, ad oggi ancora a secco di cicli.

Meglio non parlare di Parigi, che vanta circa 15.000 biciclette, o della capitale del Regno Unito, Londra, che ne conta 8.000 nonostante il clima non sia esattamente favorevole come quello mediterraneo.

Bike sharing e Giubileo

La giunta capitolina ha preso atto della grave situazione in cui versa il bike sharing a Roma e ha promesso che, in occasione del Giubileo 2016, realizzerà 350 ciclostazioni in cui dovrebbero trovare posto almeno 4.000 biciclette.

Il dettaglio completo è redatto nell’ultimo Piano Generale Traffico Urbano di Roma, già approvato il 18 aprile 2015.