Attentato del Cairo al consolato italiano: l’allarme dei politici

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Il Cairo: esplode un’autobomba davanti al Consolato italiano. I politici unanimi nel definire l’atto come un’intimidazione diretta all’Italia. Sale la tensione.

Nel pomeriggio di sabato 11 luglio, al Cairo, si è verificata una forte esplosione davanti al Consolato italiano.
Il bilancio delle vittime, nel momento in cui scriviamo, conta un morto e dieci feriti. Fortunatamente nell’ora dello scoppio la struttura era chiusa, altrimenti poteva essere una strage.

La ricostruzione dell’attentato del Cairo

Secondo la ricostruzione della procura egiziana, ad esplodere è stata un’autobomba, fatta detonare a distanza e contenente almeno 250 kg di tritolo dalle caratteristiche analoghe a quelle del materiale esplosivo già utilizzato in occasione dell’attentato del 29 giugno scorso, sempre al Cairo.

L’allarme dei politici italiani sul terrorismo

Si attende la rivendicazione ufficiale, probabilmente ad opera di Isis. Mattarella in merito all’accaduto si è espresso così:

un vile attentato che conferma quanto grave sia il pericolo costituito dal terrorismo.

Gentiloni rincara la dose:

un tentativo di intimidazione e un attacco diretto all’Italia.

Renzi, che segue in prima persona gli sviluppi dell’attentato, oggi ha invitato il premier egiziano al Sisi ad una stretta cooperazione

nel contrasto del terrorismo e del fanatismo.

Il Capo di Stato Mattarella ha chiesto espressamente all’Unione Europea di assumere iniziative efficaci e tempestive.

Anche il Ministro dell’Interno Alfano conferma che lo stato di allerta da noi è ai massimi livelli (ed era alto già da tempo, ormai) e saranno prese tutte le contromisure del caso.

Sale la tensione per Isis in Italia e Nord Africa

Insomma, ormai l’Italia sembra essere coinvolta sempre più direttamente nella lotta al terrorismo e nel nostro Paese si comincia a respirare un clima di tensione molto elevato.
La sensazione, alla luce dei proclami di Isis che «invita a colpire obiettivi occidentali durante il Ramadan», è di apprestarsi a vivere un periodo contrassegnato da una certa ansia e preoccupazione.

Di sicuro, sul fronte del turismo, si prevede che molti nostri connazionali diserteranno l’intera area del Nord Africa, divenuta scenario di troppo frequenti atti sanguinosi aventi per obiettivo i vacanzieri occidentali.

Il vero nodo cruciale, tuttavia, è quello della sicurezza interna, messa ulteriormente in discussione da un atto intimidatorio, avvenuto all’estero ma diretto all’Italia, cui ancora non si può dare una risposta concreta.