Anagrafe unica nazionale da dicembre. Cos’è e come funziona

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A dicembre l’anagrafe unica nazionale diventerà realtà. Vediamo di cosa si tratta e i vantaggi che potrebbe apportare.

L’anagrafe unica nazionale è un progetto in cantiere già da diverso tempo ed il mese di dicembre 2015 dovrebbe concretizzarsi insieme all’idea di un sistema burocratico più snello ed efficiente.

Anagrafe unica nazionale: cos’è e come funziona
Si tratta di un database unico, contenente i dati di tutta la popolazione, che porterà all’eliminazione delle singole banche dati e del frazionamento comunale delle informazioni che da esse deriva.

Il direttore dell’Agenzia per l’Italia digitale (Agid), Antonio Samaritani, ha elogiato proprio in questi giorni il progetto che diventerà realtà a dicembre iniziando da 27 “comuni pilota”, che rappresentano l’equivalente di circa 6 milioni di cittadini, e durante tutto l’arco del 2016 si assocerà il database unico anche a tutti gli altri comuni.

Si prevede che l’Anpr (Anagrafe nazionale popolazione residente) in poco tempo sarà in grado di sostituirsi alle circa 8.100 anagrafi attualmente esistenti, facendo confluire in un unico database centrale tutti i dati dei cittadini, rendendo più veloci e semplici le procedure per la richiesta di pratiche e documenti e soprattutto annullando le barriere territoriali.

Ovviamente non tutti i progetti saranno disponibili inizialmente, infatti fa sapere Samaritani che “per avere disponibili anche gli aggiornamenti sullo stato civile bisognerà aspettare il 2017, quando tutto il processo verrà a compimento”, per il momento però il traguardo più importante è che se ad esempio un cittadino deve chiedere il certificato di residenza può farlo anche se si trova in altro comune e non nel proprio.

Anagrafe unica nazionale: vantaggi
Tutti i vantaggi derivanti da questo nuovo strumento, quali lo snellimento delle procedure per richiedere ed ottenere la documentazione, la possibilità di farne richiesta in qualsiasi comune poiché i dati sono presenti in modo indistinto presso gli enti territoriali, potranno valutarsi solo a partire dal 2017, quando l’intero processo giungerà al termine e si potrà fare un bilancio degli effetti positivi legati alla reale applicazione di tutti i dispositivi pensanti per i cittadini.

Per ora si continua a lavorare ed in parallelo è prevista anche la realizzazione di altre idee come:

  • la carta di identità elettronica, che però sta generando qualche inconveniente. Maria Pia Giovannini, dirigente dell’Agid fa sapere che effetti importanti relativi alla carta di identità elettronica dovrebbero vedersi dal 2017, attualmente si lavora per gradi per realizzare al meglio il progetto;
  • Spid (Sistema pubblico di identità digitale), questo strumento permette a cittadini ed imprese di accedere ai servizi online attraverso identità digitale, credenziali uniche che semplificano il rapporto con la Pubblica Amministrazione.