Alitalia-Etihad: niente accordo. Gli arabi si tirano indietro, ecco perché

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La notizia shock è arrivata questa mattina dal Messaggero: niente matrimonio tra Alitalia e Etihad. A quando pare infatti ieri sera gli emiri si sarebbero tirati ufficialmente indietro comunicando ad Alitalia che «non ci sono - almeno per il momento - le condizioni tecniche e quelle politiche per far decollare l’alleanza».

Dopo mesi di corteggiamento adesso mancava soltanto la famosa a tanto attesa lettera di intenti per dare il via libera al matrimonio tra Alitalia ed Etihad. Ma a quanto pare la compagnia araba avrebbe lasciato da solo sull’altare il vettore italiano. Secondo le notizie diffuse dal Messaggero Alitalia non avrebbe accolto tutte le richieste di Etihad che quindi ha deciso di non presentare alcuna lettera di intenti e tirarsi, almeno per il momento, indietro.

Niente accordo
I contatti tra le due compagnie vanno avanti da mesi, abbiamo seguito con attenzione le due diligence, terminata appena la scorsa settimana, per la verifica dei conti di Alitalia. E dal quel giorno, ogni momento era buono affinché Etihad recapitasse ad Alitalia la famosa lettera di intenti con le condizioni e l’offerta della compagnia araba per il 40% circa di Alitalia.

L’attesa è stata accompagnata dall’interessamento del governo che ha dato la sua «benedizione» al matrimonio tra Alitalia e Etihad e la continue dichiarazioni fiduciose del Ministro dei trasporti Lupi. Ma nonostante tutto ciò sembra che non ci sarà nessun accordo tra le due compagnie. La notizia clamorosa, al momento non confermata da Alitalia, è filtrata ieri, proprio nel giorno in cui la trattativa avrebbe dovuto segnare la svolta con l’arrivo a Fiumicino della lettera d’intenti condizionata.

Perché?
Secondo le notizie diffuse dal Messaggero il motivo alla base del mancato accordo sarebbero le richieste, non accolte al 100% da Alitalia, del vettore arabo. Etihad non avrebbe ricevuto «le garanzie richieste nè dal fronte governativo (rotte da Linate, collegamenti con l’Alta velocità per l’hub di Fiumicino, limitazione dei benefici delle low cost) nè sul nodo esuberi (tagli strutturali di almeno 3 mila posti) nè, infine, per quanto riguarda l’abbattimento del debiti da parte delle banche. Condizioni ritenute indispensabili per procedere all’ingresso nel capitale di Alitalia con una quota, almeno secondo i piani circolati, del 40-45% per un esborso complessivo di circa 500 milioni».