Alitalia – Etihad: arriva l’intesa sull’operazione; alla compagnia emiratina va il 49%

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Sempre più vicina la formalizzazione dell’accordo anche se oltre ai moniti dell’UE, rimangono ancora aperte le questioni del debito e degli esuberi.

Nonostante sia ancora molti i punti da chiarire e gli aspetti da formalizzare, sembra essere sempre più vicina la chiusura dell’accordo tra Alitalia e Etihad per il salvataggio della compagnia di bandiera italiana. In base all’intesa sui termini dell’operazione, comunicata formalmente nei giorni scorsi, alla compagnia aerea emiratina andrà il 49% di Alitalia, rimangono tuttavia aperti molteplici fronti caldi, primo fra tutti il contratto da sottoscrivere, tra le due compagnie. Anche se sono stati fatti grandi passi avanti in quest’ultimo periodo deve essere ancora raggiunto e formalizzato un accordo con le banche che si occuperanno di riassorbire il debito di Alitalia e sottoscriveranno l’aumento di capitale e rimane aperta la questione degli esuberi, versante sul quale deve essere ancora raggiunta un’intesa con i sindacati.

Per quanto riguarda il comunicato congiunto, emanato da Alitalia e da Etihad, per fare il punto della situazione sull’avanzamento dei negoziati, entrati nella fase finale ormai dall’inizio dello scorso Febbraio, si parla di un accordo raggiunto circa i termini e le condizioni dell’operazione. I passi successivi, attesi entro la fine del prossimo mese, riguardano senza dubbio il perfezionamento della documentazione contrattuale che conterrà anche le stesse condizioni dell’accordo e che dovrà ottenere il beneplacito delle autorità antitrust sia italiane che straniere, prima di essere firmato.

Sul fronte internazionale sono arrivate recenti dichiarazioni sulla vicenda dell’amministratore delegato di Air France-Klm, Alexandre de Juniac che, ai microfoni di Radio Classique, ha avanzato l’ipotesi di un aumento della quota del gruppo franco-olandese in Alitalia. Pur essendo una possibilità a cui guardare con interesse, tuttavia non si tratta, almeno al momento, di una priorità nell’agenda di Air France-Klm. Più preoccupate, riguardo alla trattativa con Etihad, sono invece le autorità europee che da Bruxelles chiedono al governo italiano e agli attori istituzionali di perseguire il pieno rispetto delle norme comunitarie, facendo in modo che il controllo di Alitalia rimanga in mani europee. A tal proposito la UE potrebbe chiedere maggiori informazioni e ulteriore documentazione al fine di verificare il rispetto delle regole comunitarie.

Sul versante italiano rimane ottimista, sull’esito dell’operazione, il ministro dei Trasporti Maurizio Lupi che ha ribadito come l’unione tra Alitalia e Etihad si configuri come una grande opportunità e un forte investimento industriale che aprirà in futuro scenari di rilancio e sviluppo per la compagnia di bandiera italiana. Positivo secondo Lupi, anche l’incontro con le banche e con i principali azionisti, tenutosi nei giorni scorsi, al fine di risolvere la questione del debito di Alitalia: la soluzione che, attualmente, potrebbe essere attuata con maggiori probabilità, riguardo alla rinegoziazione dei 565 milioni di debito, è la cancellazione di un terzo e la conversione in azioni dei restanti due terzi.

La questione più spinosa da risolvere rimane comunque quella dei 2.251 esuberi chiesti da Etihad. In attesa di una convocazione ufficiale dei sindacati da parte di Alitalia si studiano soluzioni alternative ai licenziamenti, a cui, però, Etihad non sarebbe disposta a rinunciare. Possibili soluzioni potrebbero essere offerte dalla cassa integrazione straordinaria e dalla mobilità o da altri ammortizzatori sociali, riguardo ai quali il governo sta già lavorando, in vista di un incontro tra i ministri Lupi e Poletti (Lavoro) e le parti sociali.