5 proposte per rilanciare il mercato del lavoro

Daniele Sforza

15 Giugno 2013 - 14:08

5 proposte per rilanciare il mercato del lavoro

Cosa chiederebbero gli italiani al governo Letta per risolvere il problema della disoccupazione, soprattutto giovanile? Non abusiamo con la retorica: le proposte dei cittadini intervistati da Gi Group sono tutte serie e concrete. Il rischio è che restino inascoltate. Eppure la soluzione, come si evince da più parti, sembra proprio risiedere in 5 proposte per incentivare il mercato del lavoro, agevolare le assunzioni e, soprattutto, non lavorare gratis per 9 mesi per pagare le tasse.

Le prime 3 proposte

E così, la maggior parte degli italiani, cittadini comuni e operatori del lavoro, su un totale di 2.700 intervistati, ha così risposto:

Ridurre le tasse sul lavoro, per garantire una retribuzione maggiore: 79%;

Ridurre i prelievi fiscali alle aziende, soprattutto per quelle che assumono a tempo indeterminato: 62%;

Semplificare e snellire la burocrazia: 36%.

Come diciamo da tempo i due grandi problemi relativi al mercato del lavoro italiano sono le tasse e la burocrazia. Due ostacoli che bloccano i giovani con il pallino imprenditoriale nel presentare un’idea, aprire un’attività e lanciarsi nel mercato.

Le ultime 2 proposte

Nel sondaggio poi emergono anche altre 2 proposte molto interessanti, anche se con meno seguito: la prima, dettata soprattutto da giovani e da studenti, consiste nell’allineare la formazione scolastica alle esigenze delle imprese, creando di fatto una sorta di ponte tra l’istruzione e il mondo del lavoro.

La seconda, più sorprendente, riguarda la richiesta di un maggiore impegno da parte del governo nell’introdurre politiche mirate a un costante reinserimento nel mondo del lavoro, anche a discapito delle misure per il welfare, vere e proprie politiche passive che agevolano le persone senza lavoro.

Un cambio di rotta, ma anche il segnale di una nuova consapevolezza, che non è altro che il frutto di una situazione che dura da troppo tempo e che, soprattutto, non sembra destinata a mutare a breve termine.